o-genki de, ovvero: お元気で

Ci siamo conosciuti dal punto di vista elettorale nel 2020. Da quella strana campagna fatta di distanziamenti e Covid sono passati 6 anni e come molti di voi sapranno ho deciso di non ricandidarmi. Si tratta di una scelta, non c’è nessuna ragione familiare, nessuna causa di forza maggiore che me lo impedisca.

Ho ricevuto il Vostro incarico in uno dei momenti più particolari del Paese, la durata del mandato ad esempio è stata ultra-quinquennale. In forza del PNRR, dei fondi del Giubileo e dei tanti altri finanziamenti sono piovuti sul territorio una quantità di soldi che non ha avuto eguali nella storia italiana. Ciascuno secondo la propria sensibilità potrà valutare se siano stati spesi bene o male e se il Paese sia migliorato in maniera congrua alla spesa o addirittura peggiorato, se l’investimento sarà produttivo o invece pregiudizievole, se con quei soldi fosse opportuno comprare la famosa canna da pesca utile per il futuro e non del pesce.

Non ho mai sottaciuto quale sia la mia opinione in merito ed è perfettamente inutile ritornarci, sarebbe poi inelegante farlo in un momento in cui è iniziata una campagna elettorale di cui ho liberamente scelto di non fare parte, chi lo vuole potrà rileggersi gli articoli che portano la mia firma su questo blog e che spesso è affiancata a quella di Leda (grande onore aver condiviso le sedute dell’opposizione con un essere così speciale).

Da calciatore non ricordo una sola partita in cui io sia uscito dal campo soddisfatto della mia prestazione, da Consigliere posso dire esattamente lo stesso. Con tutta probabilità non sono stato all’altezza delle aspettative di chi mi aveva scelto, sicuramente non delle mie. Ci sono un miliardo di spiegazioni per questo ma nessuna giustificazione.

Credo di essere totalmente inadatto a questa attività che qualcuno di cui non ho alcuna stima ha la presunzione di chiamare politica e che per me invece altro non è che una degenerazione del concetto. Ho dei paletti etici e morali che viste le regole del “gioco” vigenti sono serenamente considerabili una forma di auto-freno e di stupidità.

Consapevole di non aver minimamente inciso nell’attività amministrativa, non mi rimane che sperare che, dalle diverse informazioni che ho fornito alla cittadinanza tramite questo Blog, possa germogliare un qualche frutto, non sono molto ottimista.

Anche per ragioni prettamente egoistiche mi interessa che chi ha avuto il coraggio di leggere i miei contributi abbia iniziato a maturare un pensiero critico di come vengano effettuate le scelte in questo Paese e se quindi si possa migliorare qualcosa.

Spero di aver fornito elementi utili a saper distinguere tra cosa sia amministrare il bene pubblico e cosa sia sentirsene il padrone, di quale sia la differenza tra essere un amministratore ed un membro di un comitato d’affari.

Da par mio ho riscontrato quelle che ritengo essere criticità di approccio all’idea stessa di amministrazione e credo di poter dire che siano criticità che scavalcano le giunte e le esperienze politiche che si sono succedute negli anni, sono virus che infettano chi confonde la sua posizione di servizio con quella di privilegio.

Conservo la speranza – sicuramente vana – che il Voto che ci accingiamo ad esercitare sia maturo e consapevole, credere che lo possa essere e che io abbia contribuito a questo è qualcosa che lenisce quel senso di insoddisfazione da cui vorrei affrancarmi.

Ho il timore che non sarà così, ho il convinto timore che Anguillara sceglierà ancora con le stesse identiche dinamiche con cui ha scelto in passato, se sarà così – volendole molto bene – posso augurarle solo una cosa:
Che, anche se immeritatamente, possa raccogliere qualcosa di meglio di quello che ha seminato.

Vi saluto tutti, alcuni con grande affetto, altri con grande sollievo.

お元気で – Francesco Falconi

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