UN’IGNORANZA INVALIDANTE

Anguillara aveva una buona quota di abitanti originari di grande umanità, di un grande spessore ed in alcuni casi anche di una grande cultura, mi spingerei a dire che la maggior parte delle persone erano più che degne in questo senso, c’era poi una quota fatta di ignoranti, prevaricatori, arroganti e maleducati, le scelte politiche fatte nel tempo hanno premiato questa seconda fetta della popolazione anzichè emarginarla e questa ha riversato sul territorio quel che era e quel aveva, ossia ignoranza, protervia ed arroganza, questo tipo di clima ha attratto persone da fuori che in molti casi (non tutti grazie al Cielo) si sono dimostrate altrettanto ignoranti ed arroganti.

La conseguenza è naturale – possiamo girarci intorno quanto vogliamo ma la verità per me difficilmente contestabile è che ogni problema di questo paese in realtà non è un problema ma un effetto del problema, è il frutto più ovvio di una causa, senza la quale tutto andrebbe e sarebbe andato meglio.

L’IGNORANZA.

In un contesto come questo il problema che emerge non è la passeggiata che manca o la piscina che non è aperta, il problema è che non sa minimamente “vendere” quello che di bello ha e continua a credere che vada cambiato il paese e non il modo con cui lo si vive e lo si gestisce. La necessità di cambiare è di chi non sa apprezzare, vuole qualcosa di diverso colui che non sa gestire quello che ha e spera che cambiando ci riuscirà.

E’ una cosa che tradisce una pecca originaria che possiamo chiamare senza alcun timore di smentita una ignoranza invalidante.

Viviamo in un mondo dove siamo stati indotti a pensare che una certa forma di ignoranza potesse essere anche simpatica, alcuni film del primo dopoguerra hanno contribuito molto a questo ma va distinta la mancanza di un’istruzione dalla mancanza dell’educazione di base perchè l’ignoranza quella gretta secondo me la troviamo proprio qui.

L’ignorante non è chi non ha istruzione ma chi non ha educazione, se poi non ha educazione ed istruzione è ovviamente peggio.

Quando la mancanza di istruzione è accompagnata da buona educazione, rispetto del prossimo e un certo spessore umano personale in nessuna maniera potrà parlarsi di ignoranza e men che mai di ignoranza in senso sociale.

L’ignoranza di cui trattiamo è quella egoista, menefreghista bassa, violenta e gretta che si accompagna ad un insopportabile tasso di arroganza, se sei ignorante, gretto ed arrogante in nessuna maniera avrai possibilità di migliorarti perchè la tua arroganza ti farà sentire già migliore. Non capirai di chi o di cosa ma ti sentirai migliore.

Il problema c’è sempre, anche un solo ignorante in questo senso crea inevitabilmente un disturbo sociale, l’ignorante singolo è quello che urla in pubblico, che getta il mozzicone a terra, che non si cura di quello che ha attorno, che non raccoglie la deiezione del cane, che suona il clacson quando scatta il verde al semaforo, che risponde al cellulare al cinema o che parcheggia su un posto riservato ai vigili, sulle strisce pedonali, sui passi carrabili, sul posto dei disabili o su quello delle donne incinte.

Il problema diventa patologia sociale quando questa forma di ignoranza arrogante è diffusa, in questo caso il problema di uno diventa governo di tutti perchè l’ignorante arrogante vota come tutti e quando lo fa non sceglie per farsi rappresentare da qualcuno che reputa bravo ma da qualcuno che gli somiglia, in quanto ignorante infatti ha la protervia di chi non ritiene che altri modi di pensare ed agire possano essere migliori dal suo.

Puoi aprire tutte le piscine e le passeggiate che vuoi, se non si cambia approccio nel viverle, nel proporle e nel gestirle il risultato non cambierà, saranno l’ennesimo inutile orpello che andrà in rovina, attirerà vandalismo o un frequentatore squalificante e scaccerà quello che invece ti può migliorare.

In questo senso c’è poco da fare, il Sindaco di un Paese sarà sempre quello che somiglia di più al tratto caratteriale predominante dei suoi abitanti, se i suoi abitanti sono gretti, ignoranti e prevaricatori il Sindaco sarà esattamente questo, un gretto, un ignorante, un prevaricatore, c’è chi ambisce ad esserlo, io no.

La parte qualificante del paese si terrà alla larga dalla possibilità di rappresentarlo perchè riterrà squalificante rappresentare ignoranza e prevaricazione ed allora chi voterà sarà fortunato probabilmente crederà di scegliere qualcosa ma in realtà starà scegliendo tra due frutti dello stesso tossico albero ed eleverà un ignorante.

Immaginate cosa farebbe un ignorante di quel tipo se potesse scegliere quali opere fare con i soldi pubblici, come farle etc… secondo voi si chiederà se sia necessario o meno confrontarsi con i cittadini, ascoltare i loro desideri e le loro osservazioni? Farà una gara o darà seguito ad un affidamento diretto? Si domanderà se sia il caso di valutare un progetto ed eventualmente modificarlo oppure lo recepirà senza alcun approccio critico? Ma secondo voi un ignorante/arrogante potrà mai sviluppare un pensiero critico di questo tipo? Da qui nasce un problema, se un ignorante arriva ad un ruolo amministrativo smette di auto-castrarsi ed inizia anche a castrare le opportunità degli altri, arriverà a soffocare il dissenso e non si farà scrupoli dall’usare lo strumento della minaccia, se riceverà una critica si nasconderà dietro la denuncia che da strumento di difesa diverrà strumento mafioso di prevaricazione.

C’è un aspetto fondamentale, chi viene eletto è un amministratore, gestisce cioè qualcosa che non è suo, l’ignorante/arrogante in genere non sceglierà un amministratore, sceglierà sempre chi invece di quel qualcosa si sente padrone perchè l’ignorante riconosce il padrone.

Una delle cose più comiche della vicenda è che l’ignorante / arrogante dopo averlo scelto in genere si lamenterà di avere un padrone che – guarda caso – fa esattamente il padrone, forse voleva essere lui, forse si aspettava un maggiore tornaconto personale o di trovarsi davanti un amministratore ma è ignorante, sbaglia e questo errore non lo può ammettere neanche a sé stesso – non ha pensiero critico.

Quando l’ignoranza è diffusa diventa governo, se la cultura prevalente e l’intelligenza media prevalente di un paese porta a scegliere chi si sente un padrone anzichè chi si sente un mero gestore di interessi e beni altrui ha poi senso che quello stesso paese si lamenti di essere sotto padrone? Se ha scelto un padrone in che misura può lamentarsi se non viene ascoltato neanche quando si decide di qualcosa che lo riguarda? Pensa davvero che sia ancora sua? L’ha gettata nella pattumiera e solo ora che non la ha più si accorge che è importante?

L’ignorante/arrogante non impara mai dai suoi errori, pensa che non li faccia e che sia colpa di qualcun altro, forse del destino, appena ne avrà l’occasione farà di nuovo lo stesso identico errore, penserà che il suo tornaconto personale – il suo stivale da maiale come direbbe Battiato – sia più importante di quello collettivo e sceglierà di nuovo il padrone.

L’ignoranza in questa declinazione è una brutta bestia soprattutto se calata in un contesto democratico perchè lo inquina e lo usa come scudo, nominare un padrone è un atto che deresponsabilizza, puoi sempre attribuire le colpe al padrone se qualcosa non va, l’ignorante in questo senso si crea un alibi, si mette in una zona di comodità e non si accorge che si è appena costruito una prigione.

L’IGNORANTE/ARROGANTE E’ UNO SCHIAVO PER SCELTA PERSONALE – si è privato della libertà di scegliere qualcosa, la sua condizione gli impedisce la scelta.

Se si sceglie per similitudine e la maggioranza è caratterizzata da ignoranza i risultati saranno quelli sotto gli occhi di tutti, dipenderanno tutti da una situazione di colpa che si traduce in una situazione che potremmo definire di invalidità sociale.

Non c’è un solo problema del paese che non dipenda dall’ignoranza media che diventa poi governo, il sindaco di un paese di persone intelligenti rappresenterà la loro intelligenza, il sindaco di un paese di miserabili ignoranti rappresenterà quella miseria statene certi, lo farà benissimo.

Sta sempre al paese scegliere, se lo fa con matura consapevolezza può sbagliare e recuperare, se è sempre convinto di fare la cosa giusta non potrà capire se avrà sbagliato.

Francesco Falconi


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